Un innovativo metodo identifica le esplosioni stellari in 48 ore

Un nuovo metodo consente di individuare le supernovae in 24-48 ore, migliorando la comprensione delle esplosioni stellari e aprendo a studi sistematici futuri.

Le supernovae rappresentano alcuni dei fenomeni più intensi e luminosi dell’universo, e un recente studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto di Scienze Spaziali di Barcellona ha introdotto un nuovo metodo che consente di individuarle in tempi record. Questo approccio innovativo permette di rilevare queste esplosioni stellari entro 24-48 ore dal primo bagliore luminoso. I dettagli di questo studio sono stati pubblicati nel Journal of Cosmology and Astroparticle Physics e sono frutto del lavoro di Lluis Galbany e del suo team.

La raccolta dei dati sulle supernovae

Nel corso della ricerca, i scienziati hanno analizzato i dati relativi a dieci supernovae osservate tramite il Gran Telescopio Canarias. Grazie a questo strumento, la maggior parte delle supernovae è stata identificata entro sei giorni dall’esplosione stimata, con due casi eccezionali in cui la rilevazione è avvenuta entro 48 ore. Questo rapido processo di identificazione è fondamentale per comprendere meglio le dinamiche di queste esplosioni e le loro implicazioni per l’astrofisica.

Il protocollo di individuazione

Il protocollo adottato dai ricercatori prevede una fase iniziale dedicata all’individuazione dei candidati supernovae. Questa fase si basa su due criteri fondamentali: innanzitutto, il segnale luminoso della supernova deve risultare assente nelle osservazioni effettuate la notte precedente, e in secondo luogo, la nuova sorgente deve trovarsi all’interno di una galassia. Una volta che questi criteri sono soddisfatti, il team richiede l’analisi dello spettro tramite lo strumento Osiris, installato sul Gran Telescopio Canarias.

Tipi di supernovae e importanza della scoperta

L’analisi dello spettro della luce consente di determinare se la supernova è di tipo collasso del nucleo, originata da una stella supermassiccia, oppure se si tratta di una supernova termonucleare, generata da una stella con una massa inferiore alle otto masse solari. Rilevare una supernova nei suoi stadi iniziali, come sottolineato da Galbany, offre l’opportunità di raccogliere ulteriori informazioni, ad esempio riguardo alla presenza di una stella compagna che potrebbe essere stata inglobata nell’esplosione.

Prospettive future e studi sistematici

I risultati ottenuti dallo studio pilota evidenziano come un programma spettroscopico di risposta rapida, coordinato con survey fotometriche, possa realisticamente fornire campioni di spettri entro un giorno dall’esplosione. Galbany ha dichiarato che questo approccio apre la strada a studi sistematici delle fasi iniziali delle supernovae, specialmente in vista di grandi survey imminenti come la La Silla Southern Supernova Survey e la Legacy Survey of Space and Time, entrambe localizzate in Cile. Queste iniziative promettono di arricchire notevolmente la nostra comprensione delle supernovae e delle loro dinamiche.

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