Il governo del Messico ha confermato che la compagnia petrolifera statale, Pemex, ha avviato indagini interne nel 2020 riguardo a una rete di corruzione segnalata dagli Stati Uniti. Questa rete avrebbe garantito contratti di notevole valore in cambio di tangenti all’interno dell’azienda. La comunicazione è stata fornita il 15 gennaio 2025 dalla ministra anticorruzione messicana, Raquel Buenrostro, che ha anche sottolineato come i tre funzionari coinvolti nell’inchiesta statunitense non lavorino più per Pemex. Inoltre, cinque audit sospetti verranno riaperti per approfondire ulteriormente la questione.
L’inchiesta e i soggetti coinvolti
L’inchiesta avviata dagli Stati Uniti, che ha preso piede questo mese, coinvolge l’imprenditore Alejandro Rovirosa Martínez e il politico Mario Alberto Ávila Lizárraga, entrambi messicani residenti in Texas. Sono accusati di aver versato oltre 150mila dollari in tangenti tra il 2019 e il 2021. Attualmente, Rovirosa è stato arrestato, mentre Ávila risulta ancora latitante e le autorità stanno cercando di rintracciarlo.
Preoccupazioni per il ruolo di Pemex
Tra i dirigenti menzionati da Washington figura anche Erick Núñez Albarrán, il quale ha mantenuto il suo incarico in Pemex fino al dicembre 2024. La situazione ha suscitato preoccupazione e attenzione, dato il ruolo cruciale di Pemex nell’economia messicana e le implicazioni che la corruzione potrebbe avere sulla reputazione dell’azienda e sul settore energetico del paese. Le indagini interne, che si stanno intensificando, mirano a garantire maggiore trasparenza e integrità all’interno della compagnia.